Senza tecnica ben eseguita non è ikebana

Luca Ramacciotti - Sogetsu Concentus Study Group

Spesso sui social si vedono foto tipo questa

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magari con l’aggiunta di un rametto storto grazioso. Ecco sappiate che non sono ikebana “veri”. Sono fiori messi con più o meno grazia in un vaso.

Sempre più si ha l’assioma che fiori storti in un vaso (magari con l’imboccatura stretta che aiuta a inzeppare meglio il materiale) o messi strani in automatico sia un ikebana.

Recentemente il sottoscritto e il maestro Farinelli abbiamo preso lezione in Giappone dalla maestra Kosa Nishiyama e, soprattutto, abbiamo chiamato Mika Otani sensei a tenere un workshop in Italia, proprio per la raffinatezza e l’apparente “semplicità” dei loro ikebana (anche quando fanno grandi installazioni). Ogni elemento al proprio giusto in un equlibrio di forme, colori, movimento. Perché più l’ikebana è impapocchiato e più è palese che si cerca di nascondere magagne tecniche.

L’ikebana deve dare idea di movimento, vita, di liberarsi leggero dal contenitore in apparenza…

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